1. Sognando un futuro migliore

4 Ai tempi del covid

2  Mio fratello in uno scatto ai tempi del coronavirus

3 Distanti ma uniti

5  credi, sogna, andrà bene

1. Video Coronavirus

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1 La Normalità

La scuola ai tempi del Coronavirus, è totalmente diversa da quella che tutti conosciamo. Quella scuola dove incontri tutti gli amici, i professori e il personale ATA sempre disponibili, dove a volte provi imbarazzo e altre volte provi emozioni stupende, momenti che vorresti cancellare e altri che ricorderai sempre, il primo incontro con un amico speciale e poi la voce di una compagna pronta ad aiutarti nei momenti per te bui e tristi , insomma, la vita, quella vissuta nei banchi di scuola.

Tutti i ragazzi dicono di provare un forte odio contro la scuola, ma nelle circostanze di oggi, io preferirei andare a scuola proprio perché sento il bisogno di tornare e vivere la così detta NORMALITA’.  Infatti non lo nego affatto, la mia scuola mi manca un sacco. Mi manca incontrare gli amici, uscire di scuola contenta dicendo: “Mamma, sai quanto ho preso al compito?!”, andare a scuola con l’ansia e il pensiero la sera prima di un’interrogazione, insomma, mi manca la quotidianità della mia scuola, nonostante, in questo periodo così “strano e triste”  si sia dimostrata molto vicina a tutti noi alunni, e per questo ringrazio molto la  Preside e il Corpo Docente che si è subito adoperato per non farci sentire soli e abbandonati nelle quattro mura di casa. Però la mia paura è proprio quella di non tornare alla normalità. Ogni giorno mi sveglio e mi chiedo: “Oggi quanti casi ci saranno?” Ho il terrore che i casi aumentino sempre di più e che non possa più ritornare a fare attività sportiva, uscire con le amiche, andare a trovare i miei parenti. Spero anche di arrivare ad un punto in cui R0 sia inferiore ad 1 come ci ha spiegato la nostra Professoressa di Matematica e Scienze : R0 è il numero di persone che in media, una persona contagiata, contagia quindi avere questo valore molto vicino a 0 significherebbe essere in una fase di pre-normalità.  Davanti a questo “nemico invisibile” ci sentiamo impotenti, l’unica cosa da fare è restare a casa o almeno uscire il meno possibile e comunque una volta fuori , rispettare la distanza di sicurezza e portare sempre al mascherina. So che non è semplice, ma pensiamo  ai nostri nonni quando gli fu  chiesto di andare in guerra, loro sono andati senza sapere se mai un giorno avrebbero fatto ritorno nelle loro case e a noi invece stanno chiedendo di restare sul divano, e se non ce la facciamo … Quindi dobbiamo farcela! SOLO INSIEME CE LA FAREMO. Se restiamo tutti a casa, si tornerà presto alla normalità, molto presto. Oggi siamo quasi tornati alla normalità, ma non dobbiamo scoraggiarci e dobbiamo continuare a rispettare le regole imposte dal Comitato Scientifico. Perciò proviamo a dare ognuno un piccolo, ma enorme contributo. Confido nel fatto che tutti rispettino le indicazioni che ci vengono date in base alla curva epidemiologica e che si sia intrapresa la strada giusta.

Grazie!

3. Stay at home

4  La scuola ai tempi del Coronavirus 

Quest’anno è stato un anno diverso dagli altri, in quanto caratterizzato dal Coronavirus nel quale dovevamo stare tutti in isolamento e chiusi in casa per non essere contagiati e per non contagiare. Questo virus è molto pericoloso per le persone anziane in quanto fragili di salute, ma anche per tutti noi. Già dal 5 di marzo la scuola è rimasta chiusa per paura di espandere il virus e le lezioni si sono svolte su una piattaforma on-line chiamata “Microsoft Teams” con questo metodo mi sono resa conto che riesco a seguire  meglio le lezioni che fisicamente presente in classe perché noto che riesco a stare più attenta  e mi concentro meglio in quanto  in classe mi più difficoltoso in quanto i miei compagni  sono molto rumorosi, stando a  casa e usando il computer, i professori possono togliere l’audio di tutti gli alunni e non sento vociferare.

La mancanza della routine quotidiana a cui ero abituata, mi ha anche tolto la concentrazione per fare i compiti, infatti prima di tutto questo andavo al doposcuola, dove dopo aver fatto i compiti giocavamo e ci rilassavamo tutti insieme, invece a casa la mia mente pensa ad altro.

Durante questo periodo di isolamento mi sono sentita senza amici, perché io abito troppo distante da loro ed anche il solo pensiero di saperli lontani mi rattristava.

Mi mancano moltissimo i miei compagni e spero di tornare presto a rivederli e riabbracciarli come facevamo prima.

Mi manca tanto anche praticare il mio sport preferito, ovvero ginnastica artistica e rivedere tutte le mie amiche e compagne di sport e le mie allenatrici.

Ma questo periodo, qualcosa di buono lo ha portato, avendo rallentamento la vita frenetica di tutti i giorni abbiamo riscoperto il piacere di stare in famiglia, fare le cose insieme, mi sono dilettata in cucina con mia mamma (era tantissimo tempo che lo  facevamo), ci sentiamo più uniti di come eravamo prima del lockdown perché avevamo una vita piena di impegni e non riuscivamo quasi a parlarci se non la sera a cena.

Mi auguro che questo periodo si concluda al più presto, e che i ricercatori di tutto il mondo possano trovare un vaccino che ci permetta di tornare alla nostra vita, magari con un insegnamento, smettiamo di correre, stiamo di più con le persone che ci stanno più a cuore

2  Poesia sul Coronavirus

Sei arrivato all’improvviso

lasciando tristezza sul mio viso,

hai portato spavento

e tanto fermento;

però grazie a te abbiamo capito che:

 un dottore è più importante di un calciatore;

e grazie a te siamo più uniti,

nonostante la distanza,

e siamo lo stesso felici.

La natura è tornata

ed è come se fosse rinata.

Quindi speriamo che te ne vai presto

lasciando alle spalle tutto questo.

 5   CORONAVIRUS

 

Guarda qua che confusione

questo virus ci dà una lezione.

Mascherine, amuchine e guanti

dobbiamo produrne proprio tanti!

Il sindaco continua a chiamare

che a casa dobbiamo restare.

L’autocertificazione dobbiamo avere

per uscire nel quartiere.

Questo problema finirà

e la pace regnerà!

6  Silenzio 

Silenzio assordante nella cittadina silenziosa,

non vola neppur una mosca. L’unica cosa a stroncare questo sconforto

È il romore dell’uccellino che cinguetta ridando segni di speranza

verso un paese in ginocchio dinanzi ad una malvagia epidemia.

7  Le conseguenze del Coronavirus

Stiamo sfortunatamente vivendo un momento molto particolare della nostra vita.

Improvvisamente ci siamo trovati a combattere un nemico invisibile, il suo nome è diventato in pochissimi giorni molto famoso, un virus chiamato Corona che ha causato una serie infinita di gravi problematiche.

La prima conseguenza che mi è parsa più grave è quella che molte persone si sono trovate malate senza la possibilità di poter guarire tramite un farmaco, poiché la natura del virus è tutt’ora sconosciuta.

Ci rendiamo conto della gravità del momento perché non c’era mai stata una causa per obbligare i cittadini a stare a casa, noi studenti siamo a toccare con mano la naturale conseguenza di dover stare lontani, questo dicono gli scienziati, sia l’unico antidoto.

Insieme ad i miei genitori guardiamo il telegiornale e ciò che viene detto è molto preoccupante sia per la salute che per l’economia.

Personalmente mi trovo a vivere questa brutta avventura dentro la mia casa con la consapevolezza che oltre alle scuole chiuse anche il mondo del lavoro ha rallentato tantissimo, vedo ad esempio i miei genitori che sono molto più spesso in casa con me.

Questa è la conseguenza che per loro il lavoro è molto diminuito o addirittura finito.

Domani ci sveglieremo e la mia speranza è che tutto sarà finito, ma quale prezzo avremo pagato per sconfiggere questo maledetto male?

Le conseguenze saranno molto brutte, i lavori che stenteranno a ripartire ci metteranno nelle condizioni di essere tutti un po’ più poveri, ma oggi più che mai avremo anche delle ricchezze in più.

Ho capito che abbracciarsi è un gesto che deve avere più importanza, che stare distanti mi crea solo molta tristezza, che la scuola oltre ad insegnarci molte cose nuove è un punto di raccolta e gioia, che la libertà di uscire solo per fare una camminata è una conquista da assaporare, che tutti coloro che non sono riusciti a passare questo difficile momento resteranno sempre nei miei pensieri.

Alla fine di tutto questo, forse vedrò meno i miei genitori ma saprò che anche per loro e per tutti è ripartito il lavoro, che alla fine è quello che tieni i miei cari un po’ più lontani da casa ma che ci fa vivere la vita in grande serenità.

8  Ciao come state

Il corona da lontano è arrivato

e tanto male ha portato.

Dalla scuola dagli amici mi ha allontanato,

con il trattore ho frasato e le piante ho piantato.

Spero di tornare allo normalità

perché con gli amici voglio andà

trullalero trullalà